Molte imprese stanno applicando in questi mesi le nuove detassazioni previste per il 2026 pensando si tratti di un semplice beneficio fiscale per i lavoratori.
In realtà, nel payroll aziendale convivono oggi due regimi agevolativi diversi, con regole, limiti e ambiti applicativi non coincidenti.
Non è cambiata solo la tassazione. È cambiata la complessità operativa del cedolino.
Il risultato è concreto:
errori di configurazione paghe che possono generare conguagli fiscali, recuperi d’imposta e verifiche successive.
Abbiamo preparato una guida operativa per capire come gestire correttamente la doppia detassazione 2026 ed evitare applicazioni non conformi.
Inquadramento generale
Gli incrementi retributivi e le maggiorazioni per il lavoro disagiato godono, per l’anno 2026, di importanti agevolazioni fiscali. La Legge di Bilancio 2026 ha infatti introdotto due misure distinte volte a detassare specifiche voci della busta paga, con l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori. L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 2/E del 24 febbraio 2026, ha fornito i chiarimenti attesi per la corretta applicazione di queste norme.
Tuttavia, la presenza di un “doppio binario” agevolativo e le numerose eccezioni previste rischiano di creare confusione negli uffici del personale. In questo articolo analizzeremo in modo pragmatico le direttive dell’Agenzia, fornendo chiarezza su come impostare correttamente l’elaborazione payroll e mappare le singole voci retributive.
Cosa approfondiremo in questo articolo:
- Come funziona la detassazione al 5% sugli aumenti da rinnovi contrattuali: le voci incluse (es. quattordicesima, superminimi) e quelle rigorosamente escluse (es. straordinari, scatti di anzianità).
- Quali sono le regole per l’imposta sostitutiva al 15% sul lavoro notturno, festivo, a turni e reperibilità, e come funziona il tetto di 1.500 euro.
- L’esclusione cruciale del settore Turismo e Ristorazione (Ho.Re.Ca.) dall’agevolazione del 15%.
- Le differenze sui limiti di reddito (33.000 € vs 40.000 €) da verificare per l’anno precedente.
- Come gestire il divieto di cumulo per evitare errori formali sui cedolini.
- Le regole operative in caso di assenze, ferie monetizzate e come gestire il conguaglio per le mensilità di inizio 2026.
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Detassazione al 5% sugli Aumenti CCNL: Requisiti e Voci Incluse
La prima misura (comma 7, Legge di Bilancio 2026) riguarda l’applicazione di un’imposta sostitutiva agevolata pari al 5% sugli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) siglati tra il 2024 e il 2026, per le somme erogate nel corso dell’anno 2026.
L’agevolazione è rivolta ai lavoratori dipendenti del settore privato che, nell’anno di imposta 2025, non hanno superato il limite di reddito da lavoro dipendente pari a 33.000 euro.
La detassazione si applica alla retribuzione tabellare per gli aumenti concordati e al suo “effetto trascinamento” su altri istituti, ma la Circolare n. 2/E traccia un perimetro molto rigido:
- Le Voci Incluse: Oltre alla normale paga base, l’agevolazione si estende alle maggiorazioni generate dall’aumento su istituti quali tredicesima e quattordicesima mensilità e le assenze per la parte integrata dal datore di lavoro (malattia, maternità/paternità, infortunio). L’agevolazione si applica all’aumento contrattuale anche qualora questo sia stato oggetto di assorbimento di un superminimo.
- Le Voci Escluse: Sono tassativamente escluse dall’agevolazione le somme “una tantum” (erogate per coprire il periodo di carenza contrattuale), gli scatti di anzianità, il TFR e, attenzione, gli straordinari. Le ore di lavoro superiori al normale orario, così come le indennità di turno/notturno, non beneficiano del 5%.
- Lavoratori con regimi speciali (es. Impatriati): Per i lavoratori che beneficiano di regimi agevolati (come il cosiddetto “rientro dei cervelli”), la circolare chiarisce che l’imposta sostitutiva del 5% si applica unicamente sulla quota imponibile dell’aumento, calcolata al netto delle esenzioni previste dal regime speciale.
L’Imposta Sostitutiva al 15% per Lavoro Notturno, Festivo, a Turni e Reperibilità
Parallelamente (commi 10 e 11), il legislatore ha previsto una distinta agevolazione per compensare il disagio legato a particolari articolazioni dell’orario. Si tratta di un’imposta sostitutiva fissata al 15%, applicabile alle maggiorazioni e alle indennità erogate per:
- Lavoro notturno, festivo o di riposo settimanale (es. lavoro domenicale).
- Lavoro a turni.
- Indennità di reperibilità (esplicitamente inclusa dalla circolare).
Questa misura prevede parametri differenti:
- Il limite di reddito riferito all’anno 2025 è innalzato a 40.000 euro.
- È previsto un limite massimo agevolabile pari a 1.500 euro annui. La circolare specifica che questo tetto agisce come una vera e propria franchigia: le somme eccedenti i 1.500 euro saranno assoggettate a tassazione ordinaria.
- Esclusioni retributive: Non beneficiano del 15% gli istituti retributivi indiretti (malattia, maternità), quelli differiti (TFR) e la retribuzione diretta ordinaria (come tredicesima e quattordicesima).
Attenzione: L’Esclusione del Settore Turismo e Ristorazione
Particolare attenzione deve essere posta sul campo di applicazione settoriale. Sebbene la misura sia per il “settore privato”, la Circolare n. 2/E esclude esplicitamente dall’agevolazione del 15% i lavoratori degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e del comparto del turismo (inclusi gli stabilimenti termali). Per questi settori, il legislatore ha previsto un differente meccanismo agevolativo (“trattamento integrativo speciale”, ex comma 18), che segue regole separate.
Il Divieto di Cumulo: Nessuna doppia agevolazione
Il punto nevralgico per la corretta elaborazione delle paghe è la gestione delle intersezioni tra le due normative. La regola aurea chiarita dall’Agenzia delle Entrate è il divieto assoluto di cumulo: si tratta di due regimi agevolativi distinti che si applicano a diverse componenti della retribuzione. Non vi è alcuna possibilità di applicare una doppia agevolazione sulla stessa somma.
Nello specifico, la detassazione al 5% (dedicata agli incrementi da rinnovi CCNL) non è in alcun modo applicabile alle maggiorazioni per lavoro domenicale, festivo, notturno e indennità di turno. L’eventuale incidenza dell’aumento contrattuale sulla maggiorazione notturna seguirà esclusivamente la regola della detassazione al 15% (fino alla capienza dei 1.500 euro), senza potersi “appoggiare” allo sconto del 5%.
Casi Pratici: Assenze retribuite, Ferie monetizzate e Conguagli
Per chiudere il cerchio sulla corretta gestione mensile dei cedolini, è essenziale porre l’attenzione su due dinamiche operative molto frequenti.
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Ferie godute vs. Ferie monetizzate: un approccio prudenziale
Cosa accade quando il lavoratore si assenta per godere di ferie o permessi retribuiti (ROL, ex festività)? La retribuzione erogata in quei giorni include per sua natura l’aumento contrattuale pattuito. Come chiarito per il principio dell'”effetto trascinamento”, la detassazione al 5% resta pienamente applicabile sulla quota parte di incremento CCNL contenuta nella retribuzione erogata per le assenze fruite. L’azienda dovrà mappare il gestionale affinché l’algoritmo isoli l’incremento.
Tuttavia, a nostro parere e in attesa di auspicabili chiarimenti ufficiali da parte dell’Agenzia delle Entrate, diverso potrebbe essere è il caso dell’erogazione dell’indennità sostitutiva di ferie e permessi non goduti (ad esempio in caso di cessazione del rapporto o monetizzazioni periodiche). Trattandosi di un’indennità di natura mista (che sostituisce il godimento di un diritto), riteniamo opportuno adottare un approccio prudenziale e non applicare la detassazione su tali importi, assoggettandoli a tassazione ordinaria.
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Il Conguaglio per le competenze di inizio 2026
La Circolare dell’Agenzia delle Entrate è stata pubblicata il 24 febbraio 2026. Questo significa che le aziende hanno verosimilmente già elaborato ed erogato i cedolini di gennaio (e in molti casi di febbraio) applicando la tassazione ordinaria su somme che, a tutti gli effetti, avevano diritto alle imposte sostitutive del 5% o del 15%.
Nessun problema: il sostituto d’imposta (datore di lavoro) può recuperare le agevolazioni non applicate nei mesi precedenti procedendo a un ricalcolo. L’azienda potrà riconoscere al lavoratore il rimborso delle maggiori imposte trattenute direttamente nei cedolini dei mesi successivi, oppure, al più tardi, in sede di conguaglio fiscale di fine anno.
Tabella di Sintesi: Il “Doppio Binario” della Detassazione 2026
Per agevolare l’analisi, abbiamo riassunto in questo schema i parametri aggiornati secondo la Circolare n. 2/E.
| Parametro di Riferimento | Detassazione Aumenti CCNL | Detassazione Notturno, Festivo, Turni e Reperibilità |
| Aliquota Imposta | 5% | 15% |
| Limite Reddito 2025 | Fino a 33.000 € | Fino a 40.000 € |
| Tetto Massimo | Nessun limite | Franchigia di 1.500 € annui (l’eccedenza è tassata ordinariamente) |
| Voci Incluse | Aumenti tabellari da rinnovi (2024-2026) e relative incidenze (13ª, 14ª, assenze malattia e infortunio c/ditta, superminimo assorbibile). | Maggiorazioni per lavoro notturno, domenicale, festivo, indennità di turno e indennità di reperibilità. |
| Voci Escluse | “Una tantum”, straordinari, scatti di anzianità, TFR, maggiorazioni per turni/notturni/festivi. | Aumenti tabellari, 13ª, 14ª, malattia, maternità, TFR. Lavoro straordinario, ad eccezione delle prestazioni di straordinario rese in orario notturno o in giorno festivo, le cui maggiorazioni rientrano nell’agevolazione |
| Settori Esclusi | Nessuna preclusione nel settore privato. | Esclusi settori Turismo, Termale e Somministrazione Alimenti/Bevande (Ho.Re.Ca.). |
| Regola di Cumulo | DIVIETO ASSOLUTO: Nessuna voce può godere di entrambe le agevolazioni. | |
Conclusione
L’anno 2026 offre ai lavoratori dipendenti del settore privato leve fiscali notevoli per aumentare il netto in busta paga. Tuttavia, per le aziende, l’applicazione congiunta di queste norme impone un aggiornamento meticoloso e relativo controllo dei software paghe. È essenziale mappare con precisione le voci retributive, differenziando i controlli sui limiti di reddito, gestendo l’inclusione di istituti complessi come il superminimo assorbibile e prestando massima attenzione alle esclusioni (come gli straordinari o i settori legati al turismo).
L’impostazione corretta di questi parametri è un passaggio tecnico molto delicato che, se sottovalutato, può generare calcoli errati e conseguenti recuperi fiscali.
Il nostro Studio è a disposizione delle Direzioni HR e delle aziende per un check-up normativo della mappatura paghe, al fine di assicurare la piena conformità delle procedure operative alle recenti direttive dell’Agenzia delle Entrate.
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Contribuito a cura di Studio Macrelli e Bartolini Associati