Il nostro Partner Avv. Tommaso Fonti – Head of Tax, Customs Law and Global Mobility – commenta le nuove misure daziarie annunciate dal Presidente Trump, alla luce di una svolta che rischia di colpire duramente l’export italiano verso gli Stati Uniti.
Dazi fino al 49%, anche contro partner storici come l’Unione Europea. Nessuna gradualità, nessuna logica chiara. È il momento per le imprese di agire con lucidità, prima che le nuove barriere doganali si traducano in perdite reali.
“Con l’annuncio dei nuovi dazi da parte del Presidente Trump – con aliquote che arrivano fino al 49% su prodotti provenienti da decine di Paesi, tra cui anche gli storici partner commerciali come l’Unione Europea, il Regno Unito e il Giappone – si apre ufficialmente una nuova stagione di instabilità nel commercio internazionale.
Dietro lo slogan «They do it to us, we do it to them» (loro lo fanno a noi, noi lo facciamo a loro), si cela una misura che, più che proteggere l’industria americana, rischia di innescare un effetto domino di ritorsioni, alimentando tensioni e incertezza in un sistema economico già provato da guerre, inflazione e supply chain sotto pressione.
Le parole della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen non lasciano spazio a dubbi: “Le conseguenze saranno terribili per milioni di persone. I farmaci costeranno di più, così come i trasporti. L’inflazione salirà. E questo danneggerà soprattutto i cittadini più vulnerabili”.
Ma la questione non è solo sociale: dal punto di vista doganale e commerciale, questo tipo di intervento unilaterale disorienta le imprese. Non c’è gradualità, non c’è previsione, e soprattutto non c’è un criterio trasparente: la mappa dei dazi USA è eterogenea e – apparentemente – priva di logica sistemica.
Imprese italiane ed europee esportatrici verso gli Stati Uniti devono ora fare i conti con barriere tariffarie che colpiscono non solo i beni industriali ma anche beni di largo consumo e beni strategici. Il dazio del 25% su tutte le automobili prodotte all’estero è un chiaro esempio di misura ad ampio impatto, che colpirà anche gli operatori italiani del settore automotive e componentistica.
Il nostro studio ha già attivato una task force per analizzare gli impatti caso per caso e valutare possibili soluzioni strategiche per i clienti colpiti: dalla riorganizzazione dei flussi logistici, alla verifica della possibilità di utilizzare e beneficiare di regimi preferenziali in vigore con Paesi limitrofi.
Nel frattempo, l’Unione Europea si dice “pronta a negoziare, ma anche a preparare contromisure”. Il rischio, però, è che si entri in un circolo vizioso in cui ogni nuova barriera genera una contro-barriera, in un’escalation che danneggia proprio coloro che il commercio dovrebbe proteggere: le imprese e i consumatori.
In conclusione, il nostro invito alle imprese è duplice: prepararsi con lucidità, agendo fin da subito sul piano strategico e operativo; e mantenere alta l’attenzione sulle evoluzioni normative e politiche internazionali, che – come vediamo – possono cambiare radicalmente gli scenari da un giorno all’altro.
Come possiamo supportarti
I professionisti di Bacciardi Partners sono pronti ad affiancarti nell’analisi dell’impatto dei nuovi dazi statunitensi sulle tue esportazioni e nella definizione di strategie operative e doganali per mitigarne gli effetti.
Non esitare a contattarci per una consulenza personalizzata e per approfondire come queste misure possano influire sulla tua attività.
Avv. Tommaso Fonti LL.M., Equity Partner – Head of Tax, Customs Law and Global Mobility
“Con l’annuncio dei nuovi dazi da parte del Presidente Trump – con aliquote che arrivano fino al 49% su prodotti provenienti da decine di Paesi, tra cui anche gli storici partner commerciali come l’Unione Europea, il Regno Unito e il Giappone – si apre ufficialmente una nuova stagione di instabilità nel commercio internazionale.